martedì 18 agosto 2015

C'est Paris...

Un musicista ambulante che suona la fisarmonica nelle gallerie della stazione della metropolitana di Place de la Concorde. Pochi minuti a fissare attentamente lo scorrere della Senna in Quai des Grands Augustins. Un ultimo sguardo, non in lacrime ma con molta malinconia, alla Tour Eiffel dal Pont de Bir Hakeim. Sono queste le immagini che porto con me da Parigi, quelle che nelle ultime ore nella capitale francese hanno riempito di un mix di bellezza e tristezza la mia mente.

La Tour Eiffel vista dalla Senna

Non c'è niente da fare, Parigi ti assorbe, ti rapisce e non ti lascia più andare. In tempi non sospetti dissi che Parigi è la città più bella del mondo (Venezia non è classificabile tra le "città"). Certo, al mio giudizio mancano ancora molte altre importanti metropoli: Londra, Bruxelles, Praga, Madrid, Budapest, New York, e potrei continuare ancora con un lungo elenco. Finora, Parigi è insuperabile. In questa settimana parigina ho provato a cercare una ragione di tutta questa attrazione che provo per questa città.

L'Arc de la Défense

Per i simboli che probabilmente nessun altra città al mondo ha: quale altra città può annoverare nel raggio di pochi chilometri la Tour Eiffel, il Museo del Louvre, gli Champs-Élysées, Notre-Dame? Credo ben poche.
Perché si cammina nella storia: ogni angolo di Parigi potrebbe raccontare episodi che abbiamo letto tutti sui libri di storia, dall'Illuminismo alla Rivoluzione Francese, da Napoleone alla Belle Époque, dalla Prima Guerra Mondiale a De Gaulle.
Perché tutta Parigi pullula di arte e cultura: quanti sono, ma quanti sono gli artisti (pittori, scrittori, filosofi, cineasti) che nella capitale francese hanno costruito la loro carriera e produzione artistica? Qualche nome? Victor Hugo, Pablo Picasso e Oscar Wilde possono bastare? Qual è il valore dell'arte contenuta dei musei (e nelle case, anche!) di Parigi? Incalcolabile.
Perché ogni quartiere è una storia da sé: si viaggia dal lusso degli Champs-Élysées alla storia dell'Île de la Cité, dalla modernità della Défense alle vecchie stradine di Montmartre, dallo spirito intellettuale di Saint-Germain-des-Prés alla vivacità del Marais, dai ponti sulla Senna che potrebbero narrare la storia della Francia ai grandi musei che proprio sulle rive della Senna si affacciano, dalle grandi torri che dominano Parigi ai cimiteri in cui è sepolta una bella fetta di cultura internazionale.

Il Louvre e la sua famosa piramide

Perché, in fondo, Parigi sa essere sempre unica nei suoi tanti volti. Nel corso dei decenni Parigi è progressivamente cambiata - basti pensare alla rivoluzione urbana firmata da Haussmann e al nuovo quartiere La Dèfense - ed è ringiovanita senza perdere il suo stile, la tradizione che l'ha resa famosa nel mondo. Quelle peculiarità, ad ogni livello, come le innumerevoli brasserie, i grandi boulevards, i pittoreschi ingressi della metropolitana, i ponti sulla Senna, l'imponenza mai esuberante dei suoi monumenti, lo spirito bohemienne. È una città senza eguali, Parigi, e lo rimarrà sempre. Una promessa ce la siamo fatta, quasi in ogni angolo di Parigi. Non aspetteremo troppo tempo a ritornare in questa grande bellezza.
Bis bald!
Stefano

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