venerdì 5 settembre 2014

Si sale in carrozza

Ciao a tutti!
La quinta tappa della nostra Bodensee-Radweg è quella del saluto alla città di Costanza, la città più grande tra quelle che si affacciano sul lago e al quale essa stessa dà il nome. La salutiamo molto presto, perché sappiamo di avere di fronte a noi una tappa lunga ed impegnativa. Non è un chilometraggio impossibile, ma siamo coscienti che ciò che incontreremo sul percorso della penultima frazione di ciclovia ci farà "perdere" molto, molto tempo.

Un accenno di Mainau

Raggiungiamo Costanza molto velocemente, in quanto l'albergo dista qualche chilometro dal vero e proprio centro, ma sono quasi tutti in falsopiano discendente. Giunti al ponte sul Reno, che si apre sul Bodensee, svoltiamo decisamente a sinistra, verso nord, per entrare nella zona residenziale di Costanza. Prima la manteniamo alla nostra sinistra pedalando sul lungolago attraverso i suoi idilliaci giardini e poi vi entriamo, assaggiando un antipasto del percorso che incontreremo per tutta la tappa: saliscendi continui, a volte più "sali" che "scendi" e in alcuni casi con pendenze che toccano anche l'8%.

Pedalare tra i filari

A pochi chilometri da Costanza si raggiunge uno dei luoghi più famosi del comprensorio del Bodensee, la Insel Mainau. Non è altro che una piccola isola, collegata alla terraferma per mezzo di un ponte. La sua peculiarità sono i suoi giardini, resi spettacolari da sculture floreali, dalla presenza di numerose specie di fiori, dall'elegante castello dei principi di Svezia e soprattutto dalla gabbia delle farfalle, qualcosa di mai visto prima che ha reso per me indimenticabile questa visita e questa giornata. Qui trascorriamo quasi quattro ore e credo che un post dedicato a Mainau sia il giusto tributo per un luogo che entra di diritto tra i posti più memorabili mai visitati in vita mia.

Un po' di Bodensee dal traghetto...

Salutata l'incantevole Mainau, la ciclovia prosegue in direzione Wallhausen, da dove ci imbarcheremo sul traghetto, al fine di superare l'arcigno tratto collinare di ciclovia, molto impegnativo e che richiede una dose di allenamento supplementare per essere percorso. Non ci si avvicina quasi mai al lago, bensì si rimane spesso all'interno di rigogliose aree coltivate a vigneti e frutteti, o si attraversano i saliscendi tra le case delle frazioni di Costanza. Alcuni di essi sono veramente difficili da superare rimanendo sui pedali. Con un po' di sforzo riesco nell'intento, Giulia preferisce prendersela comoda e scendere dalla bici. Fortuna che non sono salite chilometriche ma piccoli strappi.

...e da Überlingen

Poco prima di giungere all'imbarco di Wallhausen, Giulia viene colpita da un cartello che indica una posizione in cui è possibile balneare. Aspettavamo questo momento dal giorno in cui partimmo da Friedrichshafen. Parcheggiamo la bici e ci fiondiamo sul prato, dove ci sistemiamo in costume. L'impatto con l'acqua del Bodensee è traumatizzante. Gelida? Ma vah, molto peggio. Non possiamo che bagnarci fino alle ginocchia, andare oltre sarebbe da pazzi. Pazzia, per l'appunto. E questi tedeschi che invece il bagno lo fanno fino al collo e nell'acqua del Bodensee ci sguazzano gioiosi? Come facciano non lo so. Una veloce foto di rito e ci asciughiamo e rivestiamo, per riprenderci il più velocemente possibile dal gelo.

Un bagno anche per noi!

Arriviamo a Wallhausen per il traghetto stupidamente tardi, in quanto non ci avvediamo degli orari (una corsa ogni ora) dell'imbarcazione per Überlingen. Quando giungiamo al molo, il traghetto ha appena mollato l'ormeggio. Ci tocca aspettare un'ora prima di poterci imbarcare, che occupiamo a scrivere cartoline, nutrire un papero della zona e a leggiucchiare sull'e-book reader. Fortunatamente, al sole. La perturbazione della prima parte di ciclovia ha definitivamente lasciato il Lago di Costanza.
Il traghetto per Überlingen ci consente di apprezzare il lago da un'altra angolazione. Non più dalle colline, non più da percorsi a fianco, ma dal centro del lago. E soprattutto, l'esperienza traghetto ci fa apprezzare una volta ancora tutta l'estrema differenza tra Italia e i paesi del Bodensee. Qui c'è il vero trasporto integrato. Caricare una bici su un altro mezzo di trasporto, che sia un bus piuttosto che un treno o una barca, non è un problema. Anzi, è qualcosa di estremamente facile ed incoraggiato.

Le luci della sera a Birnau

Überlingen, da dove riparte il nostro percorso, è una gradevolissima cittadina, come molte sul lato settentrionale del Bodensee. Grazie alle torri che punteggiano il centro storico, alle sue piccole ma vivaci piazze, alla possibilità di shopping nelle vie del centro e ai ristoranti e locali in riva al lago, Überlingen offre diverse opportunità di trascorrere del tempo di alta qualità. Non a caso, tutto il centro di Überlingen è veramente colmo di turisti. Tanti di loro si godono la bella giornata in riva al lago. Noi invece saliamo in sella e ricominciamo la pedalata verso Salem.

La chiesa cistercense di Birnau

Prima di giungere alla stazione di Uhldingen-Mühlhofen, da dove parte il treno che ci consente di tagliare la lunga salita per Salem, passiamo di fronte ad uno dei luoghi più affascinanti che si incontrano lungo la Bodensee-Radweg. Parlo della chiesa cistercense di Birnau: l'edificio è un complesso barocco posto alla sommità di una collina sulla quale si trovano favolosi vigneti. La sua sagoma è inconfondibile dalla ciclovia, perché il suo campanile (rosa, come il resto dell'edificio) spunta imperioso nel cielo. Davanti ad esso invece, da un maestoso piazzale si gode della miglior visuale sul Bodensee. I paragoni con Maria Taferl, vista l'anno scorso, si sprecano. Non sono la stessa cosa: qui c'è un lago e non un fiume, ma sono altrettanto suggestive nella loro diversità. L'interno della chiesa merita una visita, in quanto la volta è meravigliosamente stuccata e affrescata, come impone la miglior tradizione barocca.

L'ultimo viaggio (per oggi)

Lasciata alle spalle Birnau, c'è ancora da pedalare per raggiungere la stazione di Uhldingen-Mühlhofen. Non è facilissimo trovarla, in quanto è lontana dal percorso della ciclovia. La montagna mi ha reso bravo nella lettura delle mappe e ha acuito il mio senso dell'orientamento; grazie a questo riusciamo a limitare la perdita di tempo. In stazione non vi è da attendere molto, fortunatamente. Il treno per Salem è veramente una grande comodità: ci fa risparmiare dieci chilometri di salita e qualche metro di dislivello. E soprattutto accorcia il tempo che ci separa dall'ennesima cena (la sesta consecutiva) a base di carne. Saranno anche ripetitivi con i pasti, ma dopo quaranta chilometri (e anche di più, a volte) di bicicletta e ore trascorse a visitare posti, se la cucina è buona non ci si lamenta mai!
A presto!
Stefano

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