lunedì 1 settembre 2014

Rimesse e balconi

Ciao a tutti!
Per la terza tappa del Bodensee-Radweg si riparte nuovamente da Arbon, comune del cantone svizzero Turgovia e una delle località più interessanti del percorso attorno al Lago di Costanza. Proprio per questo motivo, rinunciamo ad un'immediata partenza e dedichiamo un po' di tempo a gustarci le vie di Arbon. Il suo centro storico è veramente pittoresco, in quanto consta di palazzi signorili, resti di antiche mura, nonché torri che si possono intravedere anche da lunghe distanze e che, assieme alla Fortezza Romana, conferiscono ad Arbon lo skyline ammirato durante il nostro arrivo (vedi post).

Romanshorn, nuvole minacciose all'orizzonte

I primi chilometri di questa terza tappa sono meravigliosi, però peccano nel poter osservare al 100% il lago: se alla nostra sinistra si aprono praterie in cui il verde domina ed è interrotto dalla presenza di qualche cascina, a destra c'è la ferrovia (che non disturba) e soprattutto villette che impediscono di poter spaziare con la vista sul Bodensee.

Cartolina da Arbon

Arriviamo velocemente a Romanshorn, dato che sono pochi i punti critici nella decina di chilometri che la separano da Arbon. Romanshorn, oltre ad essere il punto in cui il lago tocca la larghezza massima e la città del Locorama (un museo ferroviario che non ci fermiamo a visitare), è sede di due particolari chiese poste sul suo piccolo promontorio. Sono molto curiose, in quanto sono in faccia l'una all'altra; mentre una (St. Johannes) è palesemente restaurata, l'altra (Alte Kirche) appare nel suo stato originale o almeno, così sembra); una è imponente, l'altra si ritaglia un piccolo spazio a fianco nonostante le sue parvenze di piccolo torrione. Anche la loro decorazione si mostra assai distante: mentre nella prima la decorazione è moderna e carica di luce e colore, nella seconda solo una piccola parte di opaco intonaco è stato recuperato dai segni del tempo. Ma Romanshorn verrà da me ricordata come il paese dagli enormi spazi per parcheggiare le biciclette. A fianco dei binari della stazione e della ciclovia corre infatti un parcheggio per bici che pare infinito. Immaginate in Italia un parcheggio di duecento metri dedito esclusivamente alle biciclette: si, ce lo possiamo solo immaginare o sognare di notte.

Trenta chilometri di frutteti

A Romanshorn il cielo inizia a coprirsi paurosamente. Verso nord le tonalità sono cobaltee, un temporale sembra cosa imminente. Di tuoni non ne sentiamo, ma dopo pochissimo dalla nostra ripartenza, iniziano a cadere le prime gocce. Prima sembra una normale pioviggine, poi la situazione degenera in un acquazzone. Proprio oltre la ferrovia intravedo una costruzione in legno. Si tratta di una sorta di rimessa per macchine agricole. Perfetta per i nostri intenti: ripararci dalla pioggia battente e sfruttare la pausa forzata per rifollarci. A noi si unisce una famiglia francofona che però riparte di lì a poco, molto più frettolosamente. Quando ripartiamo noi, invece, ci rendiamo conto che il peggio non è passato. Ricomincia a piovere ed è sotto il balcone di un condominio di Kesswil che ritroviamo riparo per la seconda volta.

Un riparo di fortuna

Quando ripartiamo la situazione sembra migliorata, nonostante i nerissimi nembi verso nord. L'altra sponda del Bodensee è già baciata dal sole e non ci può che cogliere una decisa ondata di ottimismo. Fino a Costanza, arrivo di tappa, sarà solo più sole. Oltre a continui e nervosi saliscendi tra i paesi, che ci fanno esultare nel momento in cui la strada picchia in discesa e disperare non appena la strada si riporta in salita.
Fino a Kreuzlingen, baluardo elvetico sul confine tra Svizzera e Germania, è un susseguirsi di frutteti e vigneti che stupiscono per le loro disposizioni perfette e dall'incredibile regolarità geometrica. D'altronde qui ci troviamo nel cantone Turgovia, che in Svizzera si dice Thurgau: terra di vino e di sidro.

Alle porte di Costanza

A Kreuzlingen termina il tratto svizzero del Bodensee e incontriamo la dogana che ci porta a Costanza. Kreuzlingen è una terra di confine, ma a dire il vero così non sembra: l'urbanistica di Kreuzlingen è un tutt'uno con Costanza. Lo superiamo senza indugi e puntiamo verso il centro storico di Costanza. Quando di fronte a noi ci troviamo la Schnetztor ci rendiamo conto di essere finalmente giunti nella città che dà il nome al lago che stiamo "circumpedalando". Una visita a questa città non ce la facciamo mancare - e con essa un'altra dose di pioggia. Sarà l'ultima che troveremo sul nostro percorso. Ancor una lunga salita, non ripida ma costante, ci separa dall'atteso hotel della serata. La fatica, nonostante il non immenso chilometraggio di giornata, si è fatta sentire grazie alle pioggia. E il giorno dopo arriva la tappa allo stesso tempo più complessa e affascinante della Bodensee-Radweg.
A presto!
Stefano

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