sabato 6 luglio 2013

La traversata dei boschi

Ciao a tutti!
Sapeste da che posto vi sto scrivendo... Sono piacevolmente seduto ad un tavolo del Rifugio Dolomites al Monte Rite (meta della quinta tappa conclusasi qualche ora fa) e sono di fronte ad un immenso skyline...tutte le Dolomiti di Zoldo sono di fronte ai miei occhi: Sas da Mezdì, Sassolungo di Cibiana, Sfornioi, Sasso di Bosconero, Spiz di Mezzodì, Cima de la Gardesana, Cima Nord di San Sebastiano, per chiudere in bellezza con Moiazza e Civetta.

Il botton d'oro, re incontrastato dei boschi zoldani

Una tappa decisamente tranquilla, quella di oggi. La partenza dal Rifugio Venezia comincia con estrema calma: so che la frazione è breve e voglio ancora godermi quello show della natura che è il Pelmo. Il Rifugio Venezia diventa, allontanandosi in direzione est, un indifeso avamposto contro un gigante di oltre 3100 metri.

Imponenza del Pelmo vs. impotenza del Rifugio Venezia

Difficile allontanarsi, da questa visione paradisiaca. Ma l'Alta Via continua. Ed è ora di muoversi verso le Dolomiti di Zoldo. La tappa non offre panorami particolarmente suggestivi, se non qualche breve scorcio su Pelmo ed Antelao, in quanto è quasi interamente nel bosco. Non per questo è meno interessante, anzi, camminare nei boschi è un'attività molto rilassante. E gradevole agli occhi: sono fortunato, la fioritura del sottobosco è assai rigogliosa, probabilmente è al massimo. Sono i Trollius europaeus (conosciuti anche come "botton d'oro") a dominare la scena floreale.

Il guardiano dei segnavia

La presenza di una folta foresta aiuta a superare meglio questa calda giornata: non ci sono salite particolarmente impegnative, oggi, ma appena il bosco si interrompe per qualche decina di metri, la violenza del sole si fa sentire eccome. Il percorso prevede una lunga discesa, aggirando il Monte Pena, verso il Rifugio Talamini, e poi la salita, mai troppo ripida e sempre in mezzo ad una fittissima boscaglia, verso il Monte Rite.

Si fa notte sul Cadore

Il Monte Rite è una cima di circa 2200 metri, sulla quale fu costruito un forte da parte dell'esercito italiano durante la Grande Guerra, forte poi preso dagli austriaci e successivamente riconquistato dagli italiani. Il forte fu nuovamente utilizzato dai partigiani durante la Resistenza. Ora, quell'astuto personaggio che risponde al nome di Reinhold Messner l'ha trasformato in uno dei cinque centri museali dedicati alla montagna che portano il suo nome. Questo del Monte Rite ha come tema "Dolomiti - Il mondo verticale". L'esposizione, lungo una grande galleria, consiste in due tipologie di oggetti. In primo luogo, si trovano reliquie e particolari oggetti di alpinisti del passato (cito con piacere l'agenda del 1934 di Emilio Comici) che hanno fatto la storia dell'esplorazione prima e della conquista dopo, delle Dolomiti. In secondo luogo, si può ammirare una collezione speciale di quadri e sculture, che vanno dal Romanticismo fino ai giorni nostri, raffiguranti le Dolomiti e, voglio dirla così, la loro "interpretazione".

Il Messner Mountain Museum al Monte Rite

Una tappa irrinunciabile per chi ama la montagna e per chi, come me, ammira ciò che Messner ha fatto in e per la montagna.
Aspetto la cena, ora. Ma soprattutto il tramonto, la grande attrazione del Monte Rite!
A presto,
Stefano

4 commenti:

  1. C'è una virgola di troppo!
    (La nonna, che non l'ha notata, dice che scrivi bene!) Baci!

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    1. E tu invece penserai che scrivo male eh? :-D se è così al mio arrivo non ti bacio fino a quando mi dici dov'è...Hehehe

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    2. Ma poi...puoi correggermi gli errori sui commenti?!?!?! :*

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    3. Certo che posso! :)

      torna presto.

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