sabato 21 luglio 2012

Quindici giorni in un pomeriggio

Nel corso del lungo e complesso ritorno a casa (tanto per dare l'idea: bus Courmayeur-Aosta, treno Aosta-Torino con cambi ad Ivrea e Chivasso, treno Torino-Airasca, auto Airasca-Cercenasco) tante sensazioni affollano la mia mente.
In primis la voglia di casa, di famiglia, di amici, di piccole cose che la lontananza di due settimane e il peregrinare lungo le montagne fa tornare ad apprezzare. Servono a vedere ciò che ci circonda con occhi nettamente diversi.

I Grand Créton, visibili lungo la salita al Col di Malatrà

Poi, la gioia per aver finito questo percorso e desiderio di iniziarne altri per tornare a vivere queste emozioni. Da solo, o in compagnia, ogni condizione porta con sé pro e contro. Ciò che conta è vivere l'avventura!
E poi vedere scorrere una regione, la Valle d'Aosta (si è capito che ne sono innamorato pazzo???) dai finestrini di un treno o di un bus e, ascoltando la musica di Bruce Springsteen, condensare le immagini che gli occhi vivono in tempo reale con quelle che sempre rimarranno impresse nella mia mente, quelle di queste due settimane. Rivedere posti visti mille volte dall'auto...come il forte di Bard, il borgo di Villeneuve, il castello di Sarre e quello di Fenis...ora ha un sapore decisamente diverso. E poi, la Dora Baltea, che connette tutto: quanta acqua è passata sotto i miei piedi mentre attraversavo le valli della sinistra orografica valdostana, e ora così tutta di colpo me la trovo in questo fiume. Alla luce di quanto ho vissuto beh...non so come spiegarvi cosa sto provando...
A presto!
Stefano

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